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IL PROCESSO A COSENTINO Orsi: "10mila euro per le tessere di Forza Italia". In ballo i big del partito

27 / 07 / 2015

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Redazione

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Sergio Orsi svela i segreti e le alleanze con i fratelli Cosentino, parla degli ex parlamentari Gennaro Coronella e Mario Landolfi e smentisce le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo. E' questa la sintesi, dell'udienza Eco4, dove l'ex sottosegretario Nicola Cosentino e' indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Orsi interrogato dal pm Milita ha esordito dichiarando: "Non ho mai consegnato all'onorevole Nicola Cosentino la busta con i 50 milioni di lire o i 50mila euro di cui parla Gaetano Vassallo. Quel racconto e' falso. Feci scrivere anche una smentita dall'avvocato Carlo Sarro (oggi deputato di Forza Italia, ndr) e la inviammo anche all'Ansa". Sergio Orsi,  condannato in un'altra tranche dello stesso procedimento in quanto ritenuto al servizio del clan dei Casalesi nel periodo in cui gestiva insieme al fratello Michele (ucciso dal gruppo Setola, ndr) l'Eco4, societa' che raccoglieva per conto del Consorzio pubblico Ce4 l'immondizia in 20 Comuni del Casertano, da due settimane sta parlando con i magistrati, per chiarire la sua posizione, dopo le accuse di Giuseppe Valente e Gaetano Vassallo. Orsi li ha smentiti entrambi. Per primo Vassallo, accusatore di Cosentino, ed in passato proprietario in passato di una grande discarica tra Giugliano e Parete, che aveva raccontato agli inquirenti della Dda di una busta gialla con un rigonfiamento consegnata da Sergio Orsi a Cosentino nell'ufficio del politico a Casal di Principe con dentro 50milioni delle vecchie lire. Ma ha parlato di altri soldi dati all'ex parlamentare: "Su richiesta di Cosentino ho consegnato una busta con 10mila euro alla sede di Forza Italia in corso Trieste a Caserta per acquistare le tessere del partito. Dentro c'erano anche i nominativi delle persone da tesserare, tutti miei collaboratori. Io poi la tessera non l'ho mai ritirata". Poi il teste ha spiegato come Cosentino intervenne per certificato antimafia: "Chiamo' in Prefettura a Caserta in presenza mia e di Valente, intervenne per accelerare il rilascio della certificazione antimafia all'Eco4 nel periodo in cui dovevamo firmare con il Comune di Mondragone il contratto per il servizio di raccolta dei rifiuti. Davanti a me e Giuseppe Valente (ex presidente del Consorzio rifiuti Caserta 4 oggi collaboratore di giustizia, ndr) - Cosentino chiamo' l'allora vice-prefetto Provolo e gli chiese conto dei ritardi nel rilascio della certificazione, fissando poi un incontro per parlarne di persona". "Cosa successe dopo?" chiede il pm della Dda Milita. "Che avemmo il certificato e firmammo il contratto con il Comune" risponde Orsi. "Da quello che mi disse Raffaele Chianese - prosegue - anche Mario Landolfi (ex parlamentare di An e Pdl, ndr) intervenne nella vicenda. Poi il pm ha voluto dei chiarimenti sulla vicenda dell'ex consigliere regionale Nicola Ferraro e Orsi nel farlo ha tirato in ballo, l'ex senatore Gennaro Coronella: “Da noi venne Guida e da Valente andarono Guida, Alfiero ed un suo omonimo, Giuseppe Valente. Era tra il 2002 e il 2003. Valente, – ha spiegato Sergio Orsi, – mi chiamo' e mi disse che gli avevano detto (Guida, Alfiero e Valente ndr) che altri per conto dei Casalesi erano andati a parlare con un grosso politico di Caserta e con uno di Sessa Aurunca per togliere gli Orsi (dal servizio rifiuti ndr). Valente pensava che quel politico di Caserta fosse Cosentino. (…) Andai da Coronella,  e li' c’era Cosentino. Coronella mi disse che io e Nicola Ferraro dovevamo trovare un accordo (…) La stessa richiesta me la fece Guida (Gigin o’ Drink) prima di mandarci via da Castel Volturno". “Coronella, – ha chiesto Milita, – sapeva dei rapporti societari tra lei e Cosentino?”. “Penso di no”. Il pubblico ministero si e' ancora soffermato, poi, sull’incontro da Coronella. Orsi ha sostenuto che quella proposta (l’accordo con Ferraro) avrebbe significato per loro l’estromissione dall’affare: “Se l’Enterprise aveva il 20%, l’altra quota dovevamo darla a Ferraro… (…) Alla richiesta fatta da Coronella – ha aggiunto Orsi, – Cosentino resto' in silenzio. (…) Michele dopo parlo' con Giovanni. Gli disse: la camorra pressa, i comuni non ci pagano, Sessa Aurunca che doveva darci un affidamento aveva bandito una gara, io voglio vendere le quote al Ce4?. (Marilena Natale)

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