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TREMANO POLITICI ED IMPRENDITORI | Si pente l'avvocato del clan, dichiarazioni ai magistrati dell' antimafia

12 / 06 / 2018

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Redazione

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Una decisione che farà tremare politici,  imprenditori, avvocati e funzionari dei tribunali. L’avvocato Giuseppe Stabile, storico legale difensore del clan Bifone di Portico di Caserta, ha deciso di collaborare con la giustizia. L’avvocato ha già iniziato a rilasciare dichiarazioni fiume ai magistrati dell' antimafia, ricostruendo decenni di intrecci tra camorra, politica, imprenditori e rappresentanti della giustizia.

Stabile, 52 anni, è stato condannato a 11 anni di reclusione per la partecipazione e il concorso esterno a due associazioni camorristiche responsabili tra l'altro di omicidi ed estorsioni. L’avvocato è stato arrestato a gennaio dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Sassari. I militari l’avevano rintracciato nell'abitazione in cui aveva trovato riparo dal 22 dicembre, quando aveva fatto perdere le proprie tracce dopo essere evaso dagli arresti domiciliari.

Il tutto non solo a Portico di Caserta, ma anche nella vicina Marcianise e nei comuni limitrofi dove il clan, dopo un giro di tangenti a commercianti e industriali, in pochi anni ha costruito un impero economico sfruttando due noti imprenditori del mattone.

A tremare non solo i due imprenditori, contro i quali il neo collaboratore Stabile ha annunciato la volontà di rendere dichiarazioni esplicite contro di loro nel processo in corso nei loro confronti. L’avvocato ai magistrati della direzione distrettuale antimafia ha fatto anche i mi di alcuni avvocati che avrebbero avuto il ruolo di messaggeri per i boss dei Bifone ristretti in carcere, portando all’esterno notizie illecite provenienti dai capi del sodalizio criminale ai loro familiari.

L’avvocato Stabile ha parlato anche di come il clan riuscisse a manipolare i processi presso la Corte di Appello di Napoli, dietro il pagamento di cancellieri compiacenti che avrebbero fatto sparire fascicoli di indagine o eliminato condanne dal casellario giudiziario penale interno, facendo sì che una persona pregiudicata risultasse incensurata.

 

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