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Progetto ‘HeartSwitch’: il cuore usato per attivare dispositivi elettronici

07 / 12 / 2016

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Valentina Martinisi

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Sembra quasi fantascienza eppure gli adeguamenti fisiologici del nostro cuore potrebbero ben presto sostituire le azioni volontarie derivate dal nostro pensiero. Capiterà, così, che l’aumento del battito cardiaco, dipendente da una maggiore richiesta di ossigeno ai vari organi, possa determinare l’attivazione di dispositivi elettrici che ogni giorni ci circondano. Il progetto, nato dalla collaborazione di due esperti del settore dell’agro-aversano, Arturo Verde, 35 anni di Aversa e Clemente Cipresso, 33 anni di Lusciano, sta interessando un numero sempre maggiore di investitori ed ‘addetti ai lavori’ del centro-nord Italia. HeartSwitch, (letteralmente cuore-interruttore) sarebbe questo il nome del progetto, è stato ideato per persone con scarsa o totale assenza di autonomia: anziani, bambini, disabili e persone che hanno subito un infortunio temporaneo. Si tratta di una tecnologia che sembra anticipare l’avvento della bio-domotica, ovvero la scienza in grado di migliorare la qualità della vita nella casa, partendo da segnali provenienti dal nostro organismo (elettrocardiogramma, elettroencefalogramma, elettromiogramma, pressione arteriosa, flusso/volume respiratorio). “La rivoluzione è quella di creare un dispositivo in grado di seguire i segnali fisiologici provenienti dal nostro organismo (come i battiti del cuore) e produrre automaticamente un output (Physical Computing) al verificarsi di determinati eventi”, ha sostenuto Clemente Cipresso, ideatore di HeartSwitch. Le realtà domotiche finora esistenti consentono l’interazione mediante telecomandi, tablet, smartphone ecc., dispositivi molto spesso lontani da persone con difficoltà neurosensoriali. A tale riguardo, sembrano già stati studiati e messi a punto progetti sperimentali per l’illuminazione, il riscaldamento (di attualità il problema delle valvole termostatiche) l’apertura automatica di porte e finestre. Di particolare interesse sembrerebbe essere la futuristica culla intelligente denominata “Heartcot” in grado di dondolare, produrre suoni rilassanti ed attivare giochini per calmare il bambino durante le ore previste del sonno. “Grazie ai nuovi supporti wearable, una volta campionato, il segnale espresso dal bracciale viene accolto e digitalizzato. Dunque al raggiungimento di una soglia specifica predefinita dall’utente, determina il comportamento avanzato di un'apparecchiatura elettriche dedicata a uno scopo”, ha sottolineato Arturo Verde, che ha collaborato con Cipresso per la realizzazione di una versione casalinga del prototipo. Novità sono previste anche per il settore dell’illuminazione. Un portalampade intelligente, potrebbe accendersi o spegnere a seconda del battito cardiaco. Heartlight può trasformare ogni tipo di lampadina in un oggetto "smart". Un modulo bluetooth potrebbe collegare il bracciale di rilevamento del battito cardiaco di tecnologia HeartSwitch al portalampade ed eventualmente accendere (o spegnere) la luce. “La nostra idea è completamente innovativa, in quanto si va ad inserire in un mercato di dispositivi che monitorizzano le performance del corpo umano e la domotica. Con un bracciale, brevettato, che rileva il battito cardiaco, vogliamo azionare dispositivi ed interruttori a distanza”, ha infine sostenuto Fabio Damonte, 32 anni, Executive Sales Manager di Genova. Lo sviluppo futuro del sistema potrebbe consentire il suo collegamento diretto con le centrali di soccorso, al fine di intervenire in tempo reale sulle persone al verificarsi di uno scompenso cardiocircolatorio grave. Con tale iniziativa, dunque, sarà possibile consolidare il concetto di bio-domotica con la bio-automazione, una soluzione che prevede di ottimizzare i processi della vita quotidiana, nonché razionalizzare il consumo energetico.  

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